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Sembra proprio di vederli, i protagonisti della Costituzione...in quel 27 dicembre del 1947. Sono 75 i padri costituenti che, prima azzittiti, privati dei propri diritti, con le rughe segnate di sudore, ora siedono in parlamento e vogliono tracciare una strada sicura per tutti. Proprio per questo, poiché hanno sofferto e pagato in prima persona, ora sanno da dove cominciare. Il primo presidente provvisorio della Repubblica Italiana Enrico De Nicola, insieme al presidente del Consiglio dei Ministri Luigi Einaudi e al presidente dell'Assemblea Costituente Umberto Terracini, sono lì, intorno al tavolo, padri e figli di una democrazia appena nata.

Si stringono le mani tremanti, ancora pregne di paura. Negli orecchi c'è ancora vivo il rombo degli aerei nei cieli dell'Europa. Negli occhi è riflesso ancora il fumo dell'odio che ha ingoiato felicità e paesi. Nei pensieri una sola volontà: ricostruire, ripartire, affidare al domani un documento che racconti, tra storia e speranze, che l'uomo è un essere libero. Diciotto mesi di lavoro, condivisione, ideali, sentimenti, principi, valori. Diciotto mesi di bilancio, di sguardi ancora increduli su un'umanità devastata dalla guerra, dall'arrivismo, dalle vergognose leggi di Norimberga. Quale Carta avrebbe potuto reggere i sogni, il futuro di tutto il mondo? A quale Carta affidare il desiderio di pace, di non-violenza, di inclusione, di rispetto degli altri nella loro globalità di pensiero, sesso, razza, religione?

Nasce così, alla luce di queste emozioni e di questi interrogativi, la Costituzione Italiana. Un sogno che entra in vigore il 1° gennaio del 1948.
1948...2018! Sono trascorsi 70 anni eppure tra le pagine di questo documento c'è ancora profumo di coraggio, audacia, amicizia globale. C'è odore di bellezza e di fratellanza, un'eredità assolutamente da passare alle nuove generazioni, ai figli, agli studenti, ai cittadini di oggi e di domani. 70 anni tutti da leggere, pagina dopo pagina, come una mappa che indica la rotta della giustizia e del rispetto. Una "cassetta degli attrezzi", come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Mattarella nel suo discorso di fine anno, "tutta da consegnare ai piccoli, ai ragazzi, ai giovani".
In questa mission di educare ad una cittadinanza attiva e responsabile, la prima ad essere chiamata ad operare è senza dubbio la Scuola. La Scuola ha il dovere di aprire queste pagine, di sfogliarle, commentarle e portarle, intatte, a misura delle giovani menti. Il contesto attuale è un contesto di crisi, di cambiamenti veloci e significativi: economici, sociali, planetari, demografici, tecnologici. Da tale panorama emergono fragilità e marginalità che interpellano fortemente il ruolo delle competenze di cittadinanza. Per questo la Scuola, in linea con le indicazioni nazionali ed europee, deve essere pronta a rispondere "presente" nella grande aula del mondo.
A tale proposito fanno riflettere le iniziative di cui la Scuola si sta facendo promotrice in questo 70° anniversario dell'entrata in vigore del documento.
A consegnare la Costituzione nelle mani dei bambini e dei ragazzi è stata, pochi giorni fa, la dirigente dell'Istituto Comprensivo Polo 2 di Galatone che, in un giro significativo presso i vari plessi del proprio istituto, ha aperto le pagine della legge fondamentale dello Stato insieme agli alunni. La dirigente ha richiamato l'attenzione sul fatto che essa non è un pezzo di carta, ma una promessa da vivere con impegno, discutendone tra i banchi, in famiglia, nel gruppo di amici, con interesse sempre nuovo. Gli alunni dei vari gradi di scuola del Polo 2 di Galatone hanno accolto la dirigente con le note dell'inno nazionale, tra sorrisi, canti e un allegro sventolare del tricolore italiano.
La lezione è una sola: vivere la Costituzione, sensibilizzare gli altri ai suoi principi, è il primo passo per costruire una società migliore per tutti.


*FOTO DEL GIORNO* di Fernando Pero "Sapori d'autunno"

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