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Immaginate una bella festa, organizzata a puntino, con tanto di striscione di benvenuto, musiche, progettazioni...insomma... grande fermento nella comunità scolastica! Docenti che si emozionano ancora, come il primo giorno della prima presa di servizio, saloni addobbati per l’accoglienza, saluto degli amministratori e famiglie emozionate, quasi trepidanti. Tutto è pronto per essere vissuto e condiviso, con grande passione ed entusiasmo. Si dia inizio alla festa e che sia bella, degna della nuova campanella che sta per suonare, degna di quei giovani passi che solcheranno (ancora, di nuovo e sempre) la soglia della Scuola.


Poi continuate ad immaginare che, proprio sul più bello, sullo start, a quella festa venga a mancare la corrente. Qualcuno non può viverla come avrebbe pensato, atteso, sognato. Dentro, al buio, non è facile muoversi, divertirsi, trovarsi fra amici. Tutto è molto faticoso, confuso. E’ difficile regalarsi attenzione, dialogare, incontrarsi, conoscersi, accogliersi a vicenda e guardarsi negli occhi. C’è chi si chiede perché è stata staccata la luce, c’è chi se lo aspettava (perché tanto ormai c’è da aspettarselo), c’è chi non si arrende e continua a lottare, collaborando, dando una mano e cercando una spalla. Però il clima della festa è stato turbato. La campanella è suonata fioca, quasi in preda alla vergogna per quello squillo ancora intenso di entusiasmo. I docenti, operatori sul campo della festa andata allo sbando, si sono trovati ad affrontare delusioni e paure dei genitori dei bambini disabili. Non hanno avuto molte risposte da dare, ma hanno ascoltato e accolto la fame di giustizia, di diritti rispettati, la sete di pari opportunità per tutti. La risposta è telegrafica: tagli della Regione sull’assistenza per gli alunni in difficoltà, tagli sull’energia umana, necessaria e indispensabile per il diritto allo studio dei più deboli. E’ così che è cominciato il nuovo anno scolastico, con la carenza di personale idoneo all’assistenza e con i docenti di sostegno non ancora pronti per essere assegnati presso le varie sedi scolastiche. E’ così che è sceso il buio sulla festa organizzata a puntino. Non c’è stata la possibilità di sedersi, abbracciarsi e godersi un po’ di tenerezza, tra nuovi arrivati e bentornati tra i banchi. A caratterizzare i mitici momenti sono state urgenze da tamponare, corse e sorrisi mancati. Peccato...perché sarebbe potuta essere davvero una bella festa. Invece è stata servita l’ingiustizia.


*FOTO DEL GIORNO* di Fernando Pero "Il Volo"

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