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L'attuale amministrazione promuove l'amore per l'ambiente attraverso una serie di iniziative mirate, ma non sfrutta il lauto finanziamento, risultato di un bando vinto dalla precedente amministrazione. Certamente non dovrebbe esserci un filo diretto con i politici predecessori, ma rifiutare denaro da investire in attività che necessitano di attenzione, ha davvero dell'insolito.

Il progetto pare invece che sia stato completamente ignorato dall’attuale assessore all’ambiente, Natalizio, all’epoca dei fatti, ironia della sorte, in giunta seppure con un altro governo, a guida Risi.
Un progetto del valore di 205 mila euro approvato con delibera di adesione ad un bando P.O. FESR Puglia 2007-2013, destinatario di un finanziamento regionale per l’intero importo “A costo zero” per la pubblica amministrazione e ”finalizzato alla realizzazione dell’acquisto e messa in funzione di una macchina per la produzione di compost di qualità ottenuto da processo anaerobico del trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (R.S.U.)”.
Eppure è di questi giorni la polemica che ha visto proprio Natalizio, l'assessore all'ambiente, appunto, concentrarsi sulla discarica di Castellino nonostante il diniego dei genitori dei bambini di alcune classi prime della scuola in via Crispi, accompagnati in visita al sito non in sicurezza, proprio quando sono giunte le telecamere di una televisione locale. Insomma, se sta a cuore l'ambiente, tanto da mettere a repentaglio l'incolumità di alcuni bambini, pur di farsi pubblicità, perchè non utilizzare i fondi ottenuti? Quesiti che rimangono senza risposta. Dubbi leciti sollevati dai tanti neritini che notano il diffuso malcontento, causa di una classe politica costruita su discrepanze tra ciò che professa e ciò che realizza in concreto. Chi dice di amare l'ambiente e propone manifestazioni a sostegno, ha deciso di non toccare dei fondi che certamente avrebbero permesso azioni concrete a vantaggio della collettività e dell'ambiente e non a parole.
La mancata sottoscrizione da parte del comune dello schema di convenzione regionale mette a serio rischio il finanziamento stesso che potrebbe essere (se non lo è già stato) revocato. Il verbale di deliberazione n° 224 del 29 giugno del 2015 non solo condivide la proposta progettuale preliminare e definitiva redatta dall’ingegner Gianluca Manieri e dalla dottoressa Maria Antonietta Negro con i relativi schemi degli atti di gara, nonché un dettagliato cronoprogramma dell’intervento conforme da quanto disciplinato dal codice dei contratti di Appalto. Il progetto avrebbe dovuto servire “utenze domestiche ma anche le numerose attività di ristorazione del posto” a Santa Maria Al Bagno. Avrebbe consentito, nel rispetto dell’ambiente, una sensibile diminuzione del materiale da conferire in discarica a centinaia di km a costi esorbitanti, una sensibile riduzione dei costi per la collettività ed un incentivo alla raccolta differenziata. La quantità totale dei rifiuti indifferenziati – si legge – nella delibera si stima “contenga una frazione organica pari al 30-35% della quantità dei rifiuti solidi urbani prodotti. Con un onere di trattamento pari a 114 euro/ton iva inclusa”.
“L’implementazione di tale progetto – si legge nella delibera firmata dall’assessore Natalizio – è in grado di sottrarre alla fase di trattamento smaltimento un quantitativo di materiale organico pari quasi a 100/110 tonnellate all’anno e – permetterà di avviare un percorso in grado di offrire la possibilità di benefici economici per l’amministrazione comunale nonché una modalità eco-innovativa aggiuntiva nel sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani contribuendo a realizzare l’utilizzo in loco del compost e ad aumentare la possibilità di un cambio comportamentale dei cittadini”.
Giancarlo Marinaci
Vice presidente consiglio comunale


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foto del 14 dicembre 2017

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