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“Nardò rischia di perdere un finanziamento di circa 200 mila euro per il primo impianto di compostaggio della capacità di 130 tonnellate annue”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili, che rassicura la cittadinanza denunciandone il mancato coinvolgimento e chiedendo la realizzazione dell’impianto eventualmente anche in una localizzazione diversa rispetto a quella inizialmente prevista.

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Tutto ciò che l’uomo produce ed utilizza, prima o poi diventa rifiuto: dopo un ciclo più o meno lungo finisce nell’ambiente naturale, e da qui, prima o poi, in mare. Quella dei rifiuti solidi in mare, o Marine Litter, è una vera e propria emergenza planetaria.

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L'Amp Porto Cesareo per il tramite del suo presidente Remì Calasso sposa il progetto #FaiDaFilfro.
"Ci uniamo all’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste già sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo e dai rappresentanti delle aree protette italiane. Tra i primi firmatari Piero Angela, Giovanni Soldini, Luca Mercalli, Andrea Camilleri -dice Calasso- E ne chiediamo l'immediata approvazione al Governo Nazionale".

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Il Gruppo Speleologico Neretino, con il patrocinio dell’assessorato all’Ambiente, ha aderito alla campagna Puliamo il Mondo di Legambiente con l’iniziativa Puliamo il buio. Un evento che è giunto ormai alla tredicesima edizione, coinvolge tutti i gruppi speleologici d’Italia ed è una iniziativa della Società Speleologica, a cui tutti i gruppi speleo fanno riferimento.

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Il "si" al progetto Sarparea, oltre ad avere un peso politico per la maggioranza, perché dimostra che c'è una amministrazione che si assume le proprie responsabilità e che è capace di dare risposte in tempi brevi a cittadini ed imprese, rappresenta un macigno sulla minoranza che, non solo è litigiosa in città, ma è anche litigiosa con i suoi referenti regionali ed è destabilizzante agli occhi degli investitori.

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Continua senza sosta l’attività di controllo e monitoraggio ambientale del territorio neretino grazie all’utilizzo delle “fototrappole” di ultima generazione, impiegate dal Corpo di Polizia Locale. Al fine di contrastare l’abbandono indiscriminato di rifiuti di ogni specie, gli agenti del comandante Cosimo Tarantino, di concerto con l’autorità giudiziaria, sono impegnati in una serie di attività finalizzate al controllo remoto delle zone più a rischio individuate come “siti sensibili” e sparse sull’intero territorio comunale.

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Su scarico a mare e depurazione delle acque, il risultato acquisito nel corso dell’incontro con il Commissario unico nominato dal Ministero dell'Ambiente, rende Nardò un luogo d'avanguardia in Italia nelle politiche ambientali. La caparbietà delle migliori forze politiche ed ambientaliste di Nardò ha portato alla soluzione ottimale della gestione dei reflui per la nostra città e per Porto Cesareo.
Il Commissario, nella riunione tenutasi a Roma per fare il punto sulla situazione, ha voluto approfondire la proposta progettuale denominata "Scarico Zero" avanzata da Regione, AQP, Autorità Idrica Pugliese, Comune di Nardò e Comune di Porto Cesareo, condividendola nella sostanza. Nei prossimi giorni, la struttura dell'Ufficio del Commissario invierà il verbale della riunione e l'amministrazione lo potrà condividere con la cittadinanza.
Con questa operazione si è definitivamente chiusa la pagina del vecchio protocollo d'intesa del 2015, che prevedeva la realizzazione di una condotta sottomarina di 2 km per consentire lo scarico a mare del refluo non utilizzato per l'agricoltura in tabella 2 (quindi refluo non depurato al massimo). Ora, grazie alla ferma volontà del Presidente Emiliano di andare incontro alle esigenze dei territori, di cui si sono fatti portavoce alcuni Sindaci come il nostro Pippi Mellone, il Ministero, come ha già dimostrato per altri agglomerati come Sava e Manduria, ha dimostrato di voler aprire una nuova pagina che vada proprio in questa direzione.
Il risultato portato a casa consentirà, grazie ad investimenti per 13.800.000€, di avere un grado di depurazione rispettoso dei parametri previsti dal DM 185, ovvero un affinamento superiore anche perfino alla tabella 4, per tutto il refluo prodotto dai due comuni. L'acqua così depurata potrà essere utilizzata in agricoltura e per altri usi civici e, soprattutto, per il ravvenamento della falda attraverso la realizzazione di Ecofiltri.
Solo in casi eccezionali, come nel caso di piogge torrenziali, il refluo, comunque depurato al massimo (e non in tab. 2 come sarebbe avvenuto attraverso la condotta prevista nel vecchio protocollo), avrebbe come recapito la battigia, il quale sarò costentemente monitorato da videocamere.
A tal proposito lasciano perplessi le dichiarazioni del Consigliere Regionale Cristian Casili, vice presidente della commissione ambiente, che parla ancora di scarico a mare.
Evidentemente o non conosce bene il progetto oppure fa pura demagogia, perché come abbiamo detto, oltre al riuso in agricoltura, il refluo depurato, attraverso gli ecofiltri, sarà destinato al ripascimento della falda.
La svolta dello Scarico Zero con l'annullamento degli scarichi inquinanti a mare e la riconsegna dell'area di scarico alla balneazione, conferma la concretezza del Presidente Emiliano. Dopo la realizzazione del centro di accoglienza di Boncuri e l'avvio, prioprio con l'amminsitrazione Mellone, di ogni provvedimetno utile e indispensabile per la postgestione della discarica, egli sta dimostrando ancora una volta di essere un interlocutore affidabile, col quale Nardò si sta dimostrando in grado di risolvere questioni annose che con altri sindaci erano rimaste senza soluzione.

I Consiglieri Comunali di Fronte Democratico Neretino

Paolo Maccagnano

Cesare Dell'Angelo Custode

Il coordinatore del Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano Mino Natalizio ha scritto al sindaco Pippi Mellone chiedendo di valutare la possibilità di proporre l’istituzione di una nuova Area Marina Protetta nel tratto di mare prospicente il Parco, oggetto della richiesta di ampliamento dell’attuale Area Marina Protetta di Porto Cesareo. Ciò nel caso in cui la richiesta stessa non dovesse concretizzarsi in un risultato.

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